“cinnamon girl” è un pezzo d’arte che si ispira alle figure dell’arte africana, così tribale, antica e vibrante, essenziale.
Il quadro si sviluppa in altezza, creando così un’opera che può stare bene in una parete anche di medio-piccole dimensioni.
Ho immaginato una ragazza che guarda stupita il mondo, seminascosta dall’ingresso del suo rifugio, e i nostri sguardi per un momento si incrociano: lei velocemente si ritrae e sparisce dalla mia vista, lasciandomi impressa la sua espressione nel ricordo. La ragazza color cannella, “cinnamon girl”.
Ho atteso per anni che la Pittura mi chiamasse, avevo bisogno di digerire e metabolizzare le mie sensazioni ed il mio vissuto; volevo che le mie tele raccontassero storie, e che le persone potessero trarre piacere nel vederle, che potessero trovare spunti di riflessione o anche provare emozioni positive.
Quando dipingo, parto dalle sensazioni ed arrivo all’opera stessa. Come nel caso di “cinnamon girl”,spesso è il supporto a parlare, con una visione proiettata su di esso, che mi suggerisce i tratti principali. Non posso dire però di entrare in una sorta di trance, anzi mi diverto dipingendo ad interagire con ciò che mi circonda.
Infine, ecco il perché io solitamente per arricchire le mie tele uso inchiostri per tatuaggi: avendo fatto il tatuatore per più di trent’anni, nel corso della mia carriera ho accumulato centinaia di boccette di colore non utilizzate per essere arrivati al loro periodo di scadenza; questi colori sono costosissimi perché contengono pigmenti finissimi, di grande qualità e concentrazione.
Ad un certo punto invece di buttarli cominciai ad usarli per disegnare e poi per dipingere, rendendomi conto della loro resa su tela. Ancora oggi li prediligo, usando i colori acrilici per dare più “spessore” ai miei dipinti.
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